|
In breve...(prefazione)
Chitarrista e voce
di talento, compositore di canzoni dell’anima e dell’inconscio
psichedelico, pittore e artista, uomo della fantasia , talento
egnimatico, pifferaio, corpo di un mondo stellato, uomo
dai comodi colori accesi e movimentati, ragazzo del passato fatto
di buche profonde e dalle mille spine;
coraggioso per una vita senza copioni
ma crudele con una vita regalata di carte e occasioni;anima senza
regole, occhi e mente per andare oltre alle cose visibili dell'arte
, guerriero per un mondo anarchico ed a favore della rivolta; successo
e pazzia, autore, leader e creatore indiscusso
del gruppo pink floyd.

In profondo...
Sono passati 35 anni dall'ultima
pubblicazione di un album a nome di "Syd Barrett"(raccolte
escluse).
Trentacinque anni fa un ragazzo di 24 anni incideva due album solisti,
"The Madcap Laughs" e "Barrett" dopo aver inciso
un disco e vari 45 giri con un gruppo che si chiamava Pink Floyd.
L'album in questione s'intitolava "The Piper at the gates of dawn",
nel lontano 1967 ed è il debutto ufficiale della band, che solo
un anno dopo lascio' quel ragazzo di 22 anni a casa per amdare a fare
un concerto con il chitarrista David Gilmour.
Anni confusi?
L'estate
dell'amore esplose in ogni parte del mondo occidentale, i
ragazzi fuggivano di casa per cercare la terra promessa da Timoty
Learly, Santone dell'LSD.
Una terra dove si è certi di vedere davvero Lucy nel cielo con
i diamanti, dove indiani si mescolavano armoniosamente a danze psichedeliche
ed a fumi colorati.
Nudi si danzava, nudi si viveva, furono tanti
che fuggirono in isole sperdute nel pianeta, e forse per un attimo la
terra promessa si dischiuse per davvero agli occhi di quelle creature
meravigliose.
Posti come Goa furono la meta di quel popolo assetato di comunione con
la natura e col cosmo.
Per altri invece la realtà fù differente.
Molti rimasero in "trance" dall'ultimo
viaggio interstellare e non sarebbero più tornati.
Dire che Roger Keith Barrett (Syd), sia uno di questi è legittimo,
qualora non si conosca la storia vera.
Ma qual'era la storia di questo ragazzo che a
neanche 25 anni compiuti si diceva giù essere malato di mente?
Troppe le domande senza risposta.
Syd nasce a Cambridge il 6 gennaio
1946, manifesta un immediato senso dell'umorismo, una genialità
spiccata, una personalità straordinaria, catalizzatrice.
Diventa presto un pittore d'avanguardia, si trasferisce a Londra e cme
altre migliaia di ragazzi forma un gruppo musicale.
Entra in un gruppo musicale che si chiama "Architettural abdabs",
futuri Pink Floyd Sound, artista totale, Syd, non ripete mai la stessa
nota.
Ma ancora questo non risultava un problema.
Scrive per i Pink Floyd due hit di successo, "Arnold Layne"
e "See Emily play".
Regala a quella generazione un diamante senza fine, "The Piper
at the gates of dawn", autentico capolavoro d'arte.
Nessuno riuscì ad arrivare così lontano in termini di
composizione, forse Dylan, ma purtroppo ricerche dell'ultima ora confermano
che ricopiava sconosciuti Folksinger.
Forse i Beatles, no nemmeno loro.
Troppo emblematici e costruiti ad arte per fare tendenze.
Si, uno c'è Arthur Lee dei Love, ma chi se lo ricorda comunque.
In una riunione effettuata nel gennaio del 1968 con i manager ed i Floyd
al completo si decise che Syd doveva rimanere a comporre, e quando se
la sarebbe sentita si sarebbe unito ai compagni dal vivo.
Un'utopia.
Ma perchè si arrivò a quel punto?
Quel ragazzo di 22 anni, che aveva scritto una pagina monumentale della
storia della musica in realtà è una persona fragilissima.
Trvo nei viaggi lisergici la sua dimensione prediletta, una dimensione
da cui non sarebbe più uscito, almeno ai nostri occhi, viveva
con due persone che gli versavano l'acido a sua insaputa ogni mattina
nel caffè puro.
E Syd viaggio' per mesi interi, senza saperlo.
Nessuno ebbe il cuore di portarlo via, di aiutarlo.

I Pink Floyd goffi musicisti bruttini a vedersi pensarono che è
meglio sostituirlo e così fù.
Syd sprofondò, cadde, scomparve, divenne una leggenda.
La sua vita si sgretolò lentamente, chiuso in un appartamento
a Londra, che divideva col pittore Duggie Fields, si abbandonò.
Rimaneva a letto giorni interi, ingozzandosi di mandrax , un sonnifero
potentissimo.
La sua casa discografica, non lo voleva più vedere perchè
dell'ultima sessione distrusse i microfoni.
Cercò di uscirne, di salvarsi, chiese alla casa discografica
un'altra possibilità, gli fu negata.
I Moddy Blues lanciarono un nuovo genere musicale, il progressive.
Così di ogni casa discografica creò una sottoetichetta
che doveva appoggiare questa nuova forma d'espressione.
Così nasce la Deram, la Vertigo e per la Emi la Harvest.
Quando Malcom Jones, che stava compilando un nuovo catalogo di artisti
questo genere, seppe che al leggendario Syd Barrett gli fù negata
la possibilità d'incidere un nuovo disco pregò la casa
discografica di dargli un'altra possibilità, e così fù.
Syd tornò in studio.
Malcom Jones aveva in catalogo Syd Barrett.
Le sessioni per un nuovo album si dimostrarono di una difficoltà
immensa.
Syd cadeva dalla sedia, il Mandrax lo stava uccidendo.
Syd scomparve di nuovo.
Riapparve mesi dopo nuovamente energico e desideroso di riprovarci,
di rinascere.
Fù inciso metà del disco poi Syd ebbe di nuovo dei ripensamenti
e la casa discografica cancellò il rpgetto "Barrett".
La sua vita personale andava male, la sua compagna lo aveva lasciato,
i dipinti che realizzaa erano fuori da ogni logica, tutto è incompleto
nella sua vita.
L'opera, l'amore, il disco, ma su quest'ultimo decise di dare un senso
di compiutezza.

Stavolta a pregare la casa discografica fù il
buon David Gilmour che diede tre giorni di tempo per chiudere
l'album e così fù.
L'album "The madcap laughs" esce nel 1970, dopo due anni di
lavorazione.
La critica accolse bene il disco che cendette comunque l'esigua cifra
di 6.000 copie (negli anni ne venderà molte di più).
Un album unico, imtimo, disperato, ironico, arrabbiato, umano, uno spogliarsi
mell'anima, forse incosciente,
Terrapin, Dark Globe, Octopus, Long Gone, Feel, No Man's Land.
Dipinti senza tempo, irripetibili percorsi astratti sull'onda dell'entusiasmo
sempre il buon Dave decide di produrre interamente un nuovo album di
Syd.
Stavolta cercando di stare attento alla produzione.
Infatti rimarrà sempre un mistero ed una vergogna la ragione
per cui sia stata inclusa una canzone come "If it's you",
specchio della mente irregolare di un Barrett senza controllo.
Ma il caro Dave ci rirpova.

"Barrett" pubblicato nello stesso anno, grandi canzoni, più
elaborate e meno lasciate a se stesse.
Baby Lemonade, Wined and Dined, Wawing my arms in the air.
La domanda che mi pongo è possibile che l'autore di Ummagumma
ed Aton Heart mother non abbia saputo fare di meglio su Rats, Dominoes,
Maise?
E per l'ennesima volta ha lasciato in archivio un capolavoro come "Opel"
e Bob Dylan Blues?
Qualcuno dice che Syd doveva esser visto così passo, irregolare.
Forse Gilmour è d'accordo con questa filosofia, forse Syd doveva
smettere di essere una minaccia per i Floyd.
Meglio controllarlo che lasciarlo a se stesso,
no?
L'album vende ancora meno del precedente.
Syd concede irregolari interviste dove dichiara di essere un pittore
e che sta cercando musicisti ma non li trova.
Fa un concerto dal vivo, suona 4 brani, tra cui una strabiliante di
Octopus.
Partecipa a due adio show, con il fido David sempre presente a controllare
che tutto vada bene.
Promette un terzo album, ed i fans lo aspettano.
Gli dedicano una società a suo nome, al fine di promuovere al
meglio la sua opera ed il nuovo disco che arriverà.
Un album che non uscirà mai, Syd si ritira a Cambridge, si spazza
la testa contro il soffitto, viene l'ambulanza, ospedale psochiatrico.
Uscirà nel 1972 con la diagnosi "disturbi
della personalità".
Viene coinvolto da Jack Monk nel progetto Stars, una nuova band.
Realizzerranno qualche concerto, ma poi il crollo definitivo.
Un giornalista distrusse Barrett su una rivista nota con il giornale
in mano Syd corre da Monk e gli dice che è finita.
Solo Dio sa cosa provò quella notte.
Syd scomparve per sempre ingrassò di molti chili, perse capelli,
si isolò per sempre dal mondo
E' il 1974, disgrazia vuole che quell'anno i suoi due album furono
pubblicati per la prima volta in America nella raccolta "Syd Barrett".
Ebbe successo.
Barrett iniziò ad essere perseguitato e divenne leggenda, martire.
I Pink s'ispirarono a lui per il plurimiliardario "Dark Side"
e "Wish you were here".
Syd comparve nel 1975 al matrimonio di David, completamente grasso e
pelato.
Dice ai suoi amici che è pronto a fare la sua parte, ma loro
dovevano andare in tour, non potevano aiutarlo.
Però gli dedicarono "Wish you were here".
Quel giorno Syd DIsse che "Shine on" aveva un suono vecchio
e poi sparì per sempre.
La stampa lo inseguì per tutta la vita, i fans lo stesso, nessuno
gli diede pace.
TUTTA LA NEO PSCHICHEDELIA(ROBYN HITCHCOCK,JULIAN
COPE,SOFT BOYS,JESUS AND MARY CHAIN,REM)NASCE
DALL'INFLUENZA DI QUEL RAGAZZO.
DIMENTICAVO...
Nel 1974 Peter Jenner lo convinse a tornare in studio, per questo leggendario
terzo album, ma le sessioni furono totalmente vacue, Syd non voleva
dire più nulla.
Solo nel 1982 un giornalista tramite inganno riuscì ad intervistarlo,
sereno ridente, almeno dalle foto che apparvero.
Ma con l'inganno, l'ennesimo.
Per tutti gli anni ottanta i fans di Barrett fecero un apetizione ala
casa discografica affinchè pubblicasse materiale inedito.
Ed ecco nel 1988 apparire "Opel", scopriamo meraviglia e tristezza.
La prima tristezza è che i Pink non diedero il lascia passare
affinchè nel disco fossero incluse anche "Vegetable Man"
e "Scream Thy last scream"
Forse temevano che il disco potesse vendere qualche copia in più
ed arricchire un povero Barrett che viveva ormai di una misera pensione
aiutato economicamente dalla famiglia.

Conclusione di Veronica Waters:
Lascio anch'io un mio piccolo messaggio, Barrett
è stato un personaggio importante senza ombra di dubbio, ma la
sua vicenda, la sua vita ci deve far riflettere, non ci devono spaventare
le storie di droga, ci devono spaventare chi cerca di cambiare la nostra
testa, ci deve far paura chi ci fa credere che siamo del tutto normali
quando invece forse così non è…da Syd dobbiamo imparare
a prendere noi stessi e non lasciare la presa, scoprirsi bene dentro
e capire le proprie fragilità senza averne paura e prenderne
atto.
Lottare e non perdersi mai di vista, capire che i momenti tristi fanno
parte della vita e non per questo cadersi addosso di paura, capire che
il mondo e le menti sono innumerevoli e che la risposta non è
sempre quella e che la troviamo solo se noi la vogliamo.
In più...discografia,
immagini, parole e sospiri e l'estate
dell'amore...
|