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Roger "Syd" Keith Barrett

6/1/1946 - 7/7/2006

by
Biography Syd Barrett

Roger "Syd" Keith
Barrett

6/1/1946 - 7/7/2006

di
Patrick Edera
(Prefazione e conclusione di Veronica Waters)
Biografia Syd Barrett

Syd Barrett



In breve...
(prefazione)

Chitarrista e voce di talento, compositore di canzoni dell’anima e dell’inconscio psichedelico, pittore e artista, uomo della fantasia , talento egnimatico, pifferaio, corpo di un mondo stellato, uomo dai comodi colori accesi e movimentati, ragazzo del passato fatto di buche profonde e dalle mille spine; coraggioso per una vita senza copioni ma crudele con una vita regalata di carte e occasioni;anima senza regole, occhi e mente per andare oltre alle cose visibili dell'arte , guerriero per un mondo anarchico ed a favore della rivolta; successo e pazzia, autore, leader e creatore indiscusso del gruppo pink floyd.

Syd Barrett

In profondo...

Sono passati 35 anni dall'ultima pubblicazione di un album a nome di "Syd Barrett"(raccolte escluse).
Trentacinque anni fa un ragazzo di 24 anni incideva due album solisti, "The Madcap Laughs" e "Barrett" dopo aver inciso un disco e vari 45 giri con un gruppo che si chiamava Pink Floyd.
L'album in questione s'intitolava "The Piper at the gates of dawn", nel lontano 1967 ed è il debutto ufficiale della band, che solo un anno dopo lascio' quel ragazzo di 22 anni a casa per amdare a fare un concerto con il chitarrista David Gilmour.


Anni confusi?

L'estate dell'amore esplose in ogni parte del mondo occidentale, i ragazzi fuggivano di casa per cercare la terra promessa da Timoty Learly, Santone dell'LSD.
Una terra dove si è certi di vedere davvero Lucy nel cielo con i diamanti, dove indiani si mescolavano armoniosamente a danze psichedeliche ed a fumi colorati.
Nudi si danzava, nudi si viveva, furono tanti che fuggirono in isole sperdute nel pianeta, e forse per un attimo la terra promessa si dischiuse per davvero agli occhi di quelle creature meravigliose.
Posti come Goa furono la meta di quel popolo assetato di comunione con la natura e col cosmo.

Per altri invece la realtà fù differente.
Molti rimasero in "trance" dall'ultimo viaggio interstellare e non sarebbero più tornati.

Dire che Roger Keith Barrett (Syd), sia uno di questi è legittimo, qualora non si conosca la storia vera.

Ma qual'era la storia di questo ragazzo che a neanche 25 anni compiuti si diceva giù essere malato di mente?
Troppe le domande senza risposta.

Syd nasce a Cambridge il 6 gennaio 1946, manifesta un immediato senso dell'umorismo, una genialità spiccata, una personalità straordinaria, catalizzatrice.
Diventa presto un pittore d'avanguardia, si trasferisce a Londra e cme altre migliaia di ragazzi forma un gruppo musicale.
Entra in un gruppo musicale che si chiama "Architettural abdabs", futuri Pink Floyd Sound, artista totale, Syd, non ripete mai la stessa nota.
Ma ancora questo non risultava un problema.
Scrive per i Pink Floyd due hit di successo, "Arnold Layne" e "See Emily play".
Regala a quella generazione un diamante senza fine, "The Piper at the gates of dawn", autentico capolavoro d'arte.

Syd Barrett



Nessuno riuscì ad arrivare così lontano in termini di composizione, forse Dylan, ma purtroppo ricerche dell'ultima ora confermano che ricopiava sconosciuti Folksinger.
Forse i Beatles, no nemmeno loro.
Troppo emblematici e costruiti ad arte per fare tendenze.
Si, uno c'è Arthur Lee dei Love, ma chi se lo ricorda comunque.


In una riunione effettuata nel gennaio del 1968 con i manager ed i Floyd al completo si decise che Syd doveva rimanere a comporre, e quando se la sarebbe sentita si sarebbe unito ai compagni dal vivo.
Un'utopia.
Ma perchè si arrivò a quel punto?
Quel ragazzo di 22 anni, che aveva scritto una pagina monumentale della storia della musica in realtà è una persona fragilissima.
Trvo nei viaggi lisergici la sua dimensione prediletta, una dimensione da cui non sarebbe più uscito, almeno ai nostri occhi, viveva con due persone che gli versavano l'acido a sua insaputa ogni mattina nel caffè puro.
E Syd viaggio' per mesi interi, senza saperlo.
Nessuno ebbe il cuore di portarlo via, di aiutarlo.

Syd Barrett


I Pink Floyd goffi musicisti bruttini a vedersi pensarono che è meglio sostituirlo e così fù.
Syd sprofondò, cadde, scomparve, divenne una leggenda.
La sua vita si sgretolò lentamente, chiuso in un appartamento a Londra, che divideva col pittore Duggie Fields, si abbandonò.
Rimaneva a letto giorni interi, ingozzandosi di mandrax , un sonnifero potentissimo.
La sua casa discografica, non lo voleva più vedere perchè dell'ultima sessione distrusse i microfoni.
Cercò di uscirne, di salvarsi, chiese alla casa discografica un'altra possibilità, gli fu negata.

I Moddy Blues lanciarono un nuovo genere musicale, il progressive.
Così di ogni casa discografica creò una sottoetichetta che doveva appoggiare questa nuova forma d'espressione.
Così nasce la Deram, la Vertigo e per la Emi la Harvest.
Quando Malcom Jones, che stava compilando un nuovo catalogo di artisti questo genere, seppe che al leggendario Syd Barrett gli fù negata la possibilità d'incidere un nuovo disco pregò la casa discografica di dargli un'altra possibilità, e così fù.
Syd tornò in studio.

Malcom Jones aveva in catalogo Syd Barrett.
Le sessioni per un nuovo album si dimostrarono di una difficoltà immensa.
Syd cadeva dalla sedia, il Mandrax lo stava uccidendo.
Syd scomparve di nuovo.
Riapparve mesi dopo nuovamente energico e desideroso di riprovarci, di rinascere.
Fù inciso metà del disco poi Syd ebbe di nuovo dei ripensamenti e la casa discografica cancellò il rpgetto "Barrett".

La sua vita personale andava male, la sua compagna lo aveva lasciato, i dipinti che realizzaa erano fuori da ogni logica, tutto è incompleto nella sua vita.
L'opera, l'amore, il disco, ma su quest'ultimo decise di dare un senso di compiutezza.

Syd Barrett



Stavolta a pregare la casa discografica fù il buon David Gilmour che diede tre giorni di tempo per chiudere l'album e così fù.
L'album "The madcap laughs" esce nel 1970, dopo due anni di lavorazione.
La critica accolse bene il disco che cendette comunque l'esigua cifra di 6.000 copie (negli anni ne venderà molte di più).

Un album unico, imtimo, disperato, ironico, arrabbiato, umano, uno spogliarsi mell'anima, forse incosciente,
Terrapin, Dark Globe, Octopus, Long Gone, Feel, No Man's Land.
Dipinti senza tempo, irripetibili percorsi astratti sull'onda dell'entusiasmo sempre il buon Dave decide di produrre interamente un nuovo album di Syd.
Stavolta cercando di stare attento alla produzione.
Infatti rimarrà sempre un mistero ed una vergogna la ragione per cui sia stata inclusa una canzone come "If it's you", specchio della mente irregolare di un Barrett senza controllo.
Ma il caro Dave ci rirpova.

Syd Barrett


"Barrett" pubblicato nello stesso anno, grandi canzoni, più elaborate e meno lasciate a se stesse.
Baby Lemonade, Wined and Dined, Wawing my arms in the air.
La domanda che mi pongo è possibile che l'autore di Ummagumma ed Aton Heart mother non abbia saputo fare di meglio su Rats, Dominoes, Maise?
E per l'ennesima volta ha lasciato in archivio un capolavoro come "Opel" e Bob Dylan Blues?
Qualcuno dice che Syd doveva esser visto così passo, irregolare.
Forse Gilmour è d'accordo con questa filosofia, forse Syd doveva smettere di essere una minaccia per i Floyd.
Meglio controllarlo che lasciarlo a se stesso, no?

L'album vende ancora meno del precedente.
Syd concede irregolari interviste dove dichiara di essere un pittore e che sta cercando musicisti ma non li trova.
Fa un concerto dal vivo, suona 4 brani, tra cui una strabiliante di Octopus.
Partecipa a due adio show, con il fido David sempre presente a controllare che tutto vada bene.

Promette un terzo album, ed i fans lo aspettano.
Gli dedicano una società a suo nome, al fine di promuovere al meglio la sua opera ed il nuovo disco che arriverà.
Un album che non uscirà mai, Syd si ritira a Cambridge, si spazza la testa contro il soffitto, viene l'ambulanza, ospedale psochiatrico.
Uscirà nel 1972 con la diagnosi "disturbi della personalità".
Viene coinvolto da Jack Monk nel progetto Stars, una nuova band.
Realizzerranno qualche concerto, ma poi il crollo definitivo.
Un giornalista distrusse Barrett su una rivista nota con il giornale in mano Syd corre da Monk e gli dice che è finita.
Solo Dio sa cosa provò quella notte.

Syd scomparve per sempre ingrassò di molti chili, perse capelli, si isolò per sempre dal mondo

E' il 1974, disgrazia vuole che quell'anno i suoi due album furono pubblicati per la prima volta in America nella raccolta "Syd Barrett".
Ebbe successo.
Barrett iniziò ad essere perseguitato e divenne leggenda, martire.

I Pink s'ispirarono a lui per il plurimiliardario "Dark Side" e "Wish you were here".
Syd comparve nel 1975 al matrimonio di David, completamente grasso e pelato.
Dice ai suoi amici che è pronto a fare la sua parte, ma loro dovevano andare in tour, non potevano aiutarlo.
Però gli dedicarono "Wish you were here".
Quel giorno Syd DIsse che "Shine on" aveva un suono vecchio e poi sparì per sempre.
La stampa lo inseguì per tutta la vita, i fans lo stesso, nessuno gli diede pace.

TUTTA LA NEO PSCHICHEDELIA(ROBYN HITCHCOCK,JULIAN
COPE,SOFT BOYS,JESUS AND MARY CHAIN,REM)NASCE
DALL'INFLUENZA DI QUEL RAGAZZO.
DIMENTICAVO...

Nel 1974 Peter Jenner lo convinse a tornare in studio, per questo leggendario terzo album, ma le sessioni furono totalmente vacue, Syd non voleva dire più nulla.
Solo nel 1982 un giornalista tramite inganno riuscì ad intervistarlo, sereno ridente, almeno dalle foto che apparvero.
Ma con l'inganno, l'ennesimo.
Per tutti gli anni ottanta i fans di Barrett fecero un apetizione ala casa discografica affinchè pubblicasse materiale inedito.

Ed ecco nel 1988 apparire "Opel", scopriamo meraviglia e tristezza.

La prima tristezza è che i Pink non diedero il lascia passare affinchè nel disco fossero incluse anche "Vegetable Man" e "Scream Thy last scream"

Forse temevano che il disco potesse vendere qualche copia in più ed arricchire un povero Barrett che viveva ormai di una misera pensione aiutato economicamente dalla famiglia.



Conclusione di Veronica Waters:
Lascio anch'io un mio piccolo messaggio, Barrett è stato un personaggio importante senza ombra di dubbio, ma la sua vicenda, la sua vita ci deve far riflettere, non ci devono spaventare le storie di droga, ci devono spaventare chi cerca di cambiare la nostra testa, ci deve far paura chi ci fa credere che siamo del tutto normali quando invece forse così non è…da Syd dobbiamo imparare a prendere noi stessi e non lasciare la presa, scoprirsi bene dentro e capire le proprie fragilità senza averne paura e prenderne atto.
Lottare e non perdersi mai di vista, capire che i momenti tristi fanno parte della vita e non per questo cadersi addosso di paura, capire che il mondo e le menti sono innumerevoli e che la risposta non è sempre quella e che la troviamo solo se noi la vogliamo.

 

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