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Syd e l'estate dell'amore…

di Patrick Edera

Quello che accadde nella meta' degli anni sessanta nel mondo è stato irripetibile per tutte le generazioni seguenti.
E' sinceramente impressionante studiare quell'immenso fenomeno che è stato definito semplicemente "estate
dell'amore".


Un estate in cui tutto divento' possibile,dove ancora oggi gli echi sono fortissimi.
Gli ecosistemi,la liberazione sessuale,il vegetarianismo ed un infinita' di altre concezioni di vita provengono dai semi di quell'estate cosi lontana nella memoria quotidiana di molti.
Musicalmente accadde l'impossibile.
I Jefferson Airplane lanciavano aereoplani lisergici sulla costa californiana,i Grateful Dead analizzavano anarchicamente la mente in pericolosi test,una divinita' di nome Nico celebrava la sua estate oscura
immortalando per sempre i Velvet Underground nel loro album "banana".
I Beatles dopo aver fatto impazzire gli ormoni di milioni di persone improvvisamente fuggono in India,si
mettono al passo con le mode e vomitano SGT.PEPPER.,il disco piu' celebrato della storia della musica contemporanea.

Nascono migliaia di "bands" ovunque.
Tutte col fine di spiegare il loro "viaggio".



Dimenticati ed indimenticabili LOVE di ARTHUR
LEE,ELECTRIC PRUNES,BLUES MAGOOS,MOBY GRAPE,TWINK,SKIP SPENCE..E MOLTI ALTRI..
Basterebbe questo per far incuriosire qualcuno a questa epoca,ma questo è solo il principio.
Nella Londra Hendrixiana,del blues revival,della
sperimentazione Wyattiana,nasce un opera.
Un disco a nome di un gruppo, ma l'autore di tutti i brani,escluso uno,sono attribuiti al chitarrista cantante.
Syd Barrett canta la sua estate dell'amore come mai nessuno è riuscito a fare.
The piper at the gates of dawn di Syd Barrett è l'album per eccellenza di quella ricerca interiore nata e cresciuta in quel decennio.
Syd fa' il miracolo.



Supera i limiti della canzone,della composizione,della sperimentazione fine a se stessa.
Non è musica per "sballati" è una nuova finestra sull'universo.
Dalla prima canzone,ASTRONOMY DOMINE,all'ultima "BIKE",SYD ci porta con lui in dimensioni
meravigliose,tangibili,reali.
Lo fa con la semplicita' disarmante di un bambino e questo lo rende opposto ai miti in voga egomaniaci dell'epoca.(Morrison/Hendrix).
Nell'album troviamo la ricerca astronomica,il suono "dell'universo", il punto di vista di un "gatto siamese",un oscura fiaba raccontata da una madre di nome Matilda,la solitudine di uno spaventapasseri,un incursione nell'oriente
taoista,piu'precisamente dal capitolo 24 dell'i ching, la storia di uno gnomo che si chiama Grimble Gromble,una passeggiata in bicicletta...

Solo un animo "eletto" poteva concepire un opera così intensa,cosi diversa dal mondo che il suo artefice verra' costretto a seguire ed a far evolvere il suo karma fuori dai sistemi di mercato dello show business.
Bernard White ,massimo cultore mondiale di Syd Barrett dice che per comprendere i "perchè" della vita di Barrett bisogna essere degli "iniziati".
Io concordo con lui, ma qui mi limito a dire che The Piper At the Gates of dawn è un percorso che dovrebbe riguardare tutte le anime con sete di conoscenza,qualsiasi essa sia.