Pink Floyd History Discography Pink Floyd Images Syd Barrett Discography David Gilmour Syd Barrett Images Forum Guestbook Staff Pink Floyd Style Updates Other sections Links Coverband Enjoy with us Pink Floyd Arts News Roger Waters David Gilmour images David Gilmour: words Roger Waters images Nick Mason Roger Waters: words Nick Mason images Nick Mason: words Richard Wright Richard Wright Images Richard Wright:words Discography Discography Discography Discography Syd Barrett Creations Concerts
Back to the index

David Gilmour


Parole e Sospiri
a cura di

Veronica Waters Traduzioni-Translate: Robert Cubinelly and Gerald

David Gilmour

E' un'immagine che vorremmo dissipare.
Qualche anno fa era molto più pesante, molti pensamo che siamo un gruppo orientato verso la droga.
Ma non è vero, potete fidarvi

(Intervista del 1972 "Live at Pompeii")

It’s something that that we would like to dispel.Some years ago it was rather heavy on us, many people think we are a band with a drug attitude.It’s not true, you can trust us.
(Interview dated 1972, "Live at Pompeii")

Penso sia abbastanza inutile. Abbiamo passato moltissimi anni insieme ed insieme abbiamo raggiutno grandi traguardi. E' un peccato, certo quando qualcuno vuole andarsene ma ciascuno è libero di fare ciò che vuole, e questa è una sua decisione.

I think it’s rather useless. We spent many years together as a band and we reached a lot of big goals. It’s a pity, so OK, someone wants to leave the band, but he is quite free to do so...it’s up to him.

Mi ricordo ancora il momento quando ascoltammo tutto il mix per la prima volta e pensai: "Dio, abbiamo fatto qualcosa di fantastico"
(2002 Dvd The Anniversary 30° The Dark Side of the moon)

I still recall the moment we listened to the entire work for the first time and I thought: "God, we did something really fantastic."(2002 Dvd, The 30th Anniversary of The Dark Side of the Moon)

Dark Side determinò fortemente il tema dell'album seguente "Wish you were here", perchè la maggior parte del tempo non eravamo noi stessi...(Dvd The Anniversary 30° The Dark Side of the moon)

Dark Side greatly influenced the concept for the “Wish you were here" album because most of the time we were not us...(Dvd, The 30th Anniversary of the The Dark Side of the Moon)

Se ascolti Meddle, soprattutto il brano echoes puoi sentire verso quale direzione ci muoviamo...
(2002 Dvd The Anniversary 30° The Dark Side of the moon)

If you listen to Meddle, especially “Echoes”, you can hear the shape of our songs to come...(2002 Dvd, The 30th Anniversary of the The Dark Side of the Moon)

E' un'allusione alla condizione umana e prepara il terreno alla musica che descrive le emozioni sperimentate nel corso di un'esistenza. In mezzo a tanta confusione ci sono bellezza e speranza per l'umanità. Gli effetti hanno lo scopo di aiutare l'ascoltatore a comprendere tutto ciò.
(1972)

It refers to the human condition and it paves the way for the music which describes the emotions of an entire existence. Amidst great confusion, there is beauty and hope for humanity. The effects are there to help the listener grasp all of this.(1972)

Un tempo all'interno del gruppo regnava un grande spirito di compromesso;se qualcuno non riusciva a convincere gli altri della propria idea, questa veniva accantonata. The Wall, partito come un caos inascoltabile per diventare poi un grande disco, fu l'ultimo lavoro segnato da questa volontà di mediazione. Con The Final Cut divenne impossibile avere a che fare con Waters.

Once, there was a great friendly attitude in the band; when someone was not able to persuade the others about his own ideas, these ideas were dumped. The Wall, which started off as a work of chaos and ended up becoming a great album, was the last work done with this attitude. In the The Final Cut, it was impossible to deal with Waters.

Abbiammo iniziato con strumenti che non valevano nulla.
(Intervista del 1972 "Live at Pompeii")

We started off with worthless instruments.(Interview date 1972, "Live at Pompeii")

"A Saucerful Of Secrets ha assunto un’importanza tutta particolare nella storia dei Pink Floyd. Mi ero appena unito al gruppo quando cominciammo a registrare quel disco.
Sostanzialmente, nella band si notava la presenza di studenti di architettura.
Sarebbero stati capaci di mettersi lì con un pezzo di carta e avrebbero cominciato così: deve andar dritto di qua e poi dritto in alto...’ e avrebbero disegnato cime e avvallamenti come si fosse trattato di una mappa, calcolando dove il pezzo sarebbe dovuto andare a finire.
La prima parte di questo lavoro credo sia stata una specie di guerra.
Io stesso non me ne rendevo conto completamente, in quel momento, ma mi sembrava proprio una guerra.
La prima parte era tesa, piena di paure; mentre quella finale era una specie di requiem.
Realizzammo l’inizio partendo dai toni acuti dei piatti.
Avevamo posto un bel microfono proprio vicino ai piatti e li colpivamo molto delicatamente con martelli di legno.
In effetti, questo produce un suono che non assomiglia affatto a quello dei piatti.
Il sottofondo della prima sezione del pezzo è così, una serie di note con molte cose imbastite sopra. Nella parte successiva Nick ha suonato la batteria, ha tagliato il nastro e l’ha montato ad "anello circolare", in modo che lo usassimo per ore.
Poi c’ero io con la chitarra a tutto volume, che usavo il piedistallo del microfono come fosse una barra d’acciaio e lo facevo correre su e giù lungo la tastiera”.
(D. Gilmour a D. Frikte in Musician n. 50, dicembre 1982)

"A Saucerful Of Secrets” has become particularly substantial in the history of Pink Floyd. I had just joined the band when we started to record that album. Basically, the band was highlighted by students of architecture. They could have just sat there with pieces of paper saying: “this line goes up here, this other one goes vertically to the top…” and they would have drawn summits and valleys as if they were dealing with maps, calculating were the piece should end up. I think the first part of this work was like a sort of war. I didn’t realize this myself actually, but it really looked like a war to me. The first part was nervous and full of anguish while the final part was like a sort of requiem. We did the first part starting from the high pitches of the cymbals. We placed a mike right next to the cymbals and we hit them very lightly with wooden hammers. Actually, this creates a sound that is very different from that of the cymbals. The background sound of the first section of the track is like this: a series of notes completely embroided with other sounds. In the subsequent section, Nick played the drums, he then cut the tape and joined it up as a “loop" thus enabling us to use it for hours. Then I came along with a loud guitar using the mike prop like a steel rod making it slide up and down the fretboard”. (D. Gilmour talking with D. Frikte in Musician, n. 50, Dec. 1982)

"Noi non abbiamo mai avuto un Roger Daltrey o un Mick Jagger.
Tutto ciò che abbiamo avuto è stato un bassista che saltellava per il palco aggrottando la fronte e facendo facce..."

We never had any Roger Daltreys or Mick Jaggers. All we had was a bass player who used to jump all over the stage, frowning and pulling faces.

"L'album Meddle fu terminato mentre eravamo in tournée in Giappone, parlo in particolare della copertina e dei piccoli dettagli finali.
La copertina fu concordata per telefono, tra l'Inghilterra e il Giappone, e la foto dell'orecchio sommerso non è così buona come credevamo sarebbe venuta.
Non è veramente la mia copertina preferita !
Anche il titolo è abbastanza debole, un gioco di parole tra "medal", la medaglia che ti premia per qualcosa, e "interfere" (interferire)- un titolo che venne fuori all'ultimo momento, dopo un lungo conciliabolo in una stanza d'albergo giapponese."

"Meddle” was completed when we were on tour in Japan; I’m talking about the album cover and the small final details.The cover was agreed upon over the phone between England and Japan and the shot of the submerged ear is not as good as we thought. It really isn’t my favourite album cover! The name of the album is weak too.…a play of words between "medal", the object that is given to you as an award and "interfere", a last minute word that popped up at the end of long negotiations in a Japanese hotel room."

"Nella tournèe del marzo 1973 negli USA fummo in grado di vendere da 10 a 15mila posti per ogni serata del tour - quasi sul momento.
E' vero che eravamo andati sempre bene a New York e Los Angeles, ma questi erano posti dove non eravamo mai stati."
"L'incredibile seccatura di queste serate... Eravamo abituati ai nostri fans reverenti e silenziosi: avresti potuto sentir cadere uno spillo quando attaccavamo "Echoes" o qualcuno di quei pezzi delicati con i campanellini o un crescendo iniziale, in cui cominciavamo a costruire le nostre atmosfere; e invece questi ragazzi saltano su a urlare "Money !"... e a Roger non piaceva neppure un pochino...
Il culto dei Pink Floyd era stato alla fine eclissato dalla popolarità stessa della band."

"During the U.S. tour in March 1973, we managed to sell between 10 and 15 thousand tickets per show – instantly. OK, so we always did well in places like New York and Los Angeles, but we had never been there before." "The bring down about these shows...We were used to our fans being respectful and silent folks: you could have heard a pin falling on the floor when we started playing "Echoes" or during one of those mild songs with tinkle bells or a ‘crescendo’ intro where we began building up our airs; instead, these kids jumped and shouted “Money !"... and Roger didn’t like it one single bit... The cult of Pink Floyd had been eventually over-shadowed by the same popularity of the band itself."

Parlando di "Another brick in the wall"
“In origine si trattava di un pezzo molto breve, che avrebbe dovuto contenere un rapido assolo di chitarra.
C’era soltanto una strofa registrata e alla fine ci avevamo aggiunto l’assolo.
Io e Roger abbiamo cantato questa strofa, quindi ci siamo messi a cercare dei bambini che a loro volta ci cantassero sopra. Ho preparato una base registrata della canzone in modo che potesse essere reinserita nella pista originale e, dato che in quel periodo ci trovavamo a Los Angeles, spedii il nastro a Londra, cercando un tecnico che riunisse un po’ di ragazzini.
Gli diedi anche delle indicazioni in merito: dovevano essere ragazzini dai dieci ai quindici anni, provenienti dal nord di Londra, quasi tutti maschi.
Gli dissi anche di far cantare loro la canzone in tutti i modi possibili.
Lui registrò ogni pista delle ventiquattro che aveva a disposizione con tutte le possibili combinazioni.
Fece cantare quei ragazzi nei più vari modi.
Quindi il nastro ritornò a Los Angeles.
Lo ascoltammo ed era fantastico.
All’inizio pensammo di utilizzarlo come sottofondo alle nostre voci, che cantavano la stessa strofa.
Ma era così bello che decidemmo di lasciare che cantassero da soli.
Ad ogni modo, non volevamo neppure rinunciare alla nostra parte cantata, così abbiamo finito per riprodurre la registrazione e mixarla due volte: una con me e Roger, l’altra con le voci dei ragazzini”.
(D. Gilmour in Musician n. 50, dicembre 1982)

About "Another brick in the wall":“Originally, it was a very short song with a fast guitar lead. There was only one recorded verse and we eventually added the lead. Roger and I sang this verse, then we started looking for some children who would dub them. I set up a recorded base of the song in order to place it again in the original track and seeing that we were in Los Angeles, I sent the tape to London and looked for a technician who could round up the kiddies.I gave him instructions as well: they had to be nearly all boys in the 10 to 15 age range from the north of London.I also told him to have them sing the song in as many different ways as possible.He recorded each single track of the 24 available adopting all the possible combinations. He had the kids sing in many various ways. The tape was later sent back to Los Angeles. We listened to it and it was fantastic. At first we thought of using it as background vocals to our own vocals of the same verse. It was so marvellous that we decided to let them sing alone. Anyway, we didn’t want to leave our vocals out so we ended up reproducing the recording and mixing it 2 times: one with Roger and I and the other one with the kids’ vocals”. (D. Gilmour in Musician, nr. 50, Dec. 1982)

"Avevo sempre detto a Roger, quando pensava che era lui i Pink Floyd e che avrebbe potuto sostituire il batterista, il chitarrista e il tastierista con altri bravi professionisti, che io ero e mi sentivo fortemente un Pink Floyd.
Una volta gli ho detto, molto prima che lui lasciasse: < Se tu vai via, amico, noi continueremo.
Puoi scommetterci, noi continueremo...> E lui mi rispose ridendo: <Non ce la farete mai...>"

"I had always told Roger, when he thought he was the Pink Floyd and that he could have replaced the drummer, guitar player and keyboard player with other good pros, that I strongly felt I was a Pink Floyd myself.Once, much before he left, I told him: < If you leave the band my friend, we will go on. You bet, we’ll go on...> He laughed: <You will never make it...>"

“In un progetto come quello di un disco dei Pink Floyd, se non c’è spirito di cooperazione è inevitabile che non si possa produrre niente di buono.
Non ci si diverte, e lo si intuisce ascoltando il disco.
THE WALL, ad esempio, qualsiasi cosa si possa dire, è stato un lavoro di gruppo.
L’idea è stata sicuramente di Roger.
Nessuno sta cercando di mettere in ombra il suo talento, ma il disco che venne fuori non rifletteva l’idea originale che lui aveva registrato sul demo; sono usciti molti articoli in cui si sosteneva che quello era il primo disco solista di Roger Waters, ma era un’affermazione decisamente falsa.
E’ una cosa che mi fa incazzare, perché la gente di solito non sa come nascono le cose”.

“If there is no spirit of co-operation in a project like a Pink Floyd record, nothing good will be produced for sure.There is no fun and and this can be heard listening to the record. For example, THE WALL, anyway you go about it, was a group effort.Certainly it was Roger’s idea.Nobody is trying to over-shadow his talent, but the end record did not enhance the original idea that he had recorded on the demo; many articles were written saying that The Wall was Roger Waters’ firstr solo work, but this was surely not true. This is something that pisses me off because people usually don’t know how things are created”.

Dato che Roger possiede gran parte dei diritti sulle canzoni, è impossibile proporre un set dei Pink Floyd senza che compaia il suo nome.
Ci stiamo comunque concentrando su un angolo visuale diverso da quello di Roger.
Lui ama le parole, io la musica. I nostri momenti migliori sono stati quelli in cui siamo riusciti a equilibrare le due dimensioni, anche se spesso abbiamo dato troppa importanza alle parole come veicolo di contenuti.
Siccome non condivido la percezione che Roger ha delle cose, è evidente che i nostri testi saranno diversi”.
(D. Gilmour a John Pareles in New York Times, 7 ottobre 1987)

Seeing that Roger owns most of the copyrights of the songs, it is practically impossible to propose a Pink Floyd set without his name showing up. However, we are focusing on a different view from Roger’s. He loves lyrics, I love the music. The best moments were when we managed to balance out these two aspects even though we often focused on the words in order to convey the contents. Seeing that I do not share Roger’s perception of things, it is clear that our lyrics will be different”. (D. Gilmour talking with John Pareles in the New York Times, 7 Oct. 1987)

Fu un grosso e pesante impegno rimettere in piedi i Pink Floyd dopo la separazione da Waters.
Non si poteva tornare indietro.
Bisognava trovare un nuovo modo di lavorare, di operare e di andare avanti.
Il nuovo album fu fatto in maniera completamente differente dai precedenti, sistemi diversi, tutto diverso.
Sfruttando completamente le nuove tecnologie, il nuovo Floyd fu registrato in digitale, con molte delle parti individuali inserite in un sistema MIDI programmato su un computer Apple Macintosh.
A livello umano, il rientro di Rick Wright anche ci rese più forti legalmente e musicalmente."
"Il primo giorno in cui noi tre ci rimettemmo al lavoro insieme, fu come quando ti rimetti ai piedi un comodo vecchio paio di scarpe."
"La forza dei Pink Floyd è sempre consistita nel talento di tutti e quattro i componenti.
Naturalmente ci mancherà il contributo artistico di Roger.
Comunque, noi continueremo a lavorare insieme, come nel passato. Siamo sorpresi dalle dichiarazioni di Roger che "I Pink Floyd sono una forza creativamente spenta...", poichè non è al corrente nel nostro attuale progetto artistico.
Noi tre siamo estremamente entusiasti del nuovo materiale, e preferiremmo essere giudicati dal pubblico, quando verrà pubblicato il nuovo album dei Pink Floyd."

Restarting Pink Floyd was a huge and hard accomplishment after Waters left.We could go back. We had to find a new way of working, of doing things and of going on. The new album was made in a very different way from the previous ones…the methods adopted were different, everything was different. The new Floyd album was recorded digital completely adopting new technology and many individual parts were entered into a MIDI system programmed on an Apple Macintosh. At a human level, Rick Wright’s comeback made us legally and musically stronger." "The first day us three worked together again was like when you put on an old pair of comfortable shoes." "Pink Floyd’s power always consisted in the talent shown by all four of us together.Naturally, we will miss Roger’s artistic contribution.However, we will go on working together like in the past. We are surprised by Roger’s remark: "Pink Floyd’s creative power has died...", because he is not updated on our current artistic project.We are exremely enthusiastic about the new material and we prefer being judged by the public when Pink Floyd’s new album comes out."

Commentando la settimana di concerti tenuti all’Olympic Stadium di Mosca dal 3 al 7 giugno 1989):
“Penso che nessuno sia mai andato in Russia con uno spettacolo completo come il nostro.
Ci sono stati altri concerti, in passato, ma sono sempre risultati un po’ ridotti, probabilmente a causa dei costi. Noi invece dicemmo agli organizzatori che saremmo andati a suonare senza preoccuparci di ridurre i costi, ma con la ferma intenzione di proporre una cosa completa.
Sono assolutamente sicuro che non c’è stato nessun altro gruppo come noi ad aver suonato in Russia.
Penso che gli abbiamo fatto ‘scoppiare la testa’ a questi russi!”.
(D. Gilmour in “Rapido”, BBC radio 2, 19 luglio 1989)

Remarks on the week-long concerts at the Moscow Olympic Stadium, 3 - 7 June 1989): “I believe that no-one has ever gone to Russia with such a big show as ours. There have been other concerts in the past, but they were a little reduced, probably beacause of the costs involved. On the contrary, we told the organizers that we would have performed without worrying about reducing the costs and with the firm intention of proposing something complete. I am absolutely sure that there has never been a band like ours performing in Russia.I think we ‘blew the heads’ of these Russians!”. (D. Gilmour in “Rapido”, BBC Radio 2, 19 July, 1989)