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Behind the WALL |
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Their words...1)Roger Waters: è un film molto forte che non ti dà tregua dall’inizio alla fine, ed alla fine è come trovarsi con un pugno in un occhio, meglio tenersi un telecomando accanto. 2)Roger Waters in riferimento al suo muro mentale: il muro mi isolava da tutto il mondo. 3)David Gilmour in riferimento alla fine dell’album: Pink fugge da tutte le restrizioni e ridiventa umano in un solo colpo si libera da tutti i legami che lo attanagliano e che lo condizionano così tanto, lasciare la band era per Roger un’esperienza simile a quella. 4)Roger Waters (nel 1977 durante un concerto): mi venne l’idea di interpretare una distanza tra noi e il pubblico con un muro da erigere sul palco;era un tentativo di comunicare il disagio e l’alienazione che provavo. 5)David Gilmour(in riferimento al pubblico): dopo dark side si scatenò l’interesse generale e molta gente veniva a vederci spinta da ragioni disparate, non si trattava solo della musica. 6)Mark Fisher: è singolare come il messaggio principale di quello spettacolo sia proprio quello della difficolta’ di comunicazione; all’epoca i PF avevano molti problemi di comunicare l’un l’altro. 7)Bob Geldof: la loro preoccupazione principale era solo di trasmettere emozioni. 8)Bob Geldof: rifiutano il divinismo, a stento le persone riconoscono i loro volti e in parte è ancora così oggi. |
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